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    Crime Scene Reconstruction

    A “pista fredda”: luci e ombre sul delitto di Garlasco
    di Roberta Bruzzone, Psicologa e Criminologa, Presidente Accademia Internazionale di Scienze Forensi – www.accademiascienzeforensi.it    - Ottobre 2009 – aggiornato ad Agosto 2010 – testo gia’ utilizzato nella trasmissione TV “La scena del crimine” – IV edizione - scritto e condotto da Roberta Bruzzone, in onda su teleroma56 e sul canale SKY GBR

    I principali errori commessi in fase investigativa
    Che sia molto complesso risolvere un crimine in laboratorio è concetto ormai noto tra gli “addetti ai lavori” che si occupano di investigazione sulla scena del crimine e l’omicidio di Garlasco sembra rappresentare in maniera paradigmatica i limiti della scienza applicata all'analisi della scena del crimine. Un limite in primis di natura metodologica. Una lunga scia di elementi hanno sostanziato le molte ombre che hanno caratterizzato questa investigazione iniziata oltre 36 mesi fa. Le tracce di sangue, che di sangue poi non erano, trovate sui pedali della bici di Alberto Stasi, fidanzato della vittima e unico indagato; le impronte digitali che il ragazzo avrebbe lasciato sul portasapone; la contaminazione della scena del crimine; la controversa analisi del pc di Alberto con le tracce della cronologia alterate; il giallo della riesumazione di Chiara Poggi per l'acquisizione delle sue impronte digitali; l'analisi dei capelli trovati in una mano della vittima...e purtroppo la lista non è ancora finita. Ma andiamo per gradi....

    A “pista fredda”: luci e ombre sul delitto di Perugia
    di Roberta Bruzzone, Psicologa e Criminologa, Presidente Accademia Internazionale di Scienze Forensi – www.accademiascienzeforensi.it    - Ottobre 2009 – aggiornato ad Agosto 2010 – testo gia’ utilizzato nella trasmissione TV “La scena del crimine” – IV edizione - scritto e condotto da Roberta Bruzzone, in onda su teleroma56 e sul canale SKY GBR

    I fatti
    Sono da poco passate le 13.30 del 2 novembre 2007 quando Meredith Kercher, una studentessa inglese di 22 anni, viene ritrovata cadavere all’interno del casolare in via della Pergola 7, situato nelle vicinanze dell’Università per stranieri e circondato da un’area verde a poche centinaia di metri dal centro storico di Perugia.
    Una signora ritrova nel giardino di una casa poco distante dalla scena del crimine un cellulare e fa una segnalazione alla Questura di Perugia. La Polizia postale accerta che il telefonino risulta intestato ad una ragazza inglese che vive in via della Pergola 7 e si reca sul posto per restituire l’apparato alla proprietaria.
    Una volta giunta nella casa di via della Pergola, la Polizia postale trova due coinquiline della straniera appena rientrate che ancora non si erano accorte di nulla. Gli agenti entrano in casa e iniziano a parlare con le ragazze poi notano però alcune tracce di sangue nel corridoio e in bagno.
    A quel punto controllano tutte le stanze dell’abitazione. Una delle stanze è chiusa a chiave....

    Il caso di Marta Russo

    di Roberta Bruzzone, Psicologa e Criminologa, Presidente Accademia Internazionale di Scienze Forensi – www.accademiascienzeforensi.it (2010) – testo gia’ utilizzato nella trasmissione TV “La scena del crimine” – IV edizione - scritto e condotto da Roberta Bruzzone, in onda su Teleroma56 e sul canale SKY GBR

    I fatti

    La mattina di venerdì 9 maggio 1997, intorno alle 11.40, Marta Russo, studentessa al terzo anno di Giurisprudenza, sta passeggiando con l’amica Jolanda Ricci all’interno dell’Università La Sapienza di Roma, in un vialetto tra le facoltà di Scienze Statistiche, Giurisprudenza e Scienze Politiche. Improvvisamente si sente un tonfo sordo e Marta si accascia,  colpita alla testa da un proiettile vagante. Subito soccorsa, viene trasportata al Policlinico Umberto I, dove si cerca in tutti i modi di rianimarla. La sua agonia dura alcuni giorni e finisce nella notte tra il 13 e il 14 maggio. Marta Russo muore a soli 22 anni....

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